Appena finita la messa, una signora di un "certa" età irrompe in sacristia , piena di entusiasmo, mi fa un po' di complimenti per la predica e altro. Io mi schermisco un po', facendo finta che non amo ricevere complimenti per queste cose, perché - lo sanno tutti - bisogna ringraziare Dio e non gli uomini.
Ma rimango colpito da una frase, che ha continuato a risuonarmi anche a distanza: «Ho compreso delle cose importanti, ma non mi sono annoiata!».
Lo so che non si va a messa per divertirsi. Ma non è neanche detto che bisogna andarci per annoiarsi. Ma quella cosa non me l'ha detta un bambino, che non può stare fermo, o una adolescente, in piena ribellione verso il mondo. Me l'ha detto una signora di una "certa" età e anche con una provata fede, la quale dava per scontato che a messa ci si annoi, anche se bisogna andarci.
Non è rimasta sorpresa per altro. Per non essersi annoiata. Perché deve essersi abituata che in chiesa ci sono cose importanti, ma ci si annoia.
E se vengono da noi persone che si annoiano, usciranno da noi persone noiose. Brave, buone, istruite, devote persone, ma tanto noiose.
Eppure, ho imparato in questi anni, che Dio è tutt'altro che scontato e banale. Anzi, è una sorpresa continua. E la sua Parola avvincente. E la sua volontà, come un'avventura meravigliosa. Tanto che non si riesce a stargli sempre dietro.
Insomma, Dio non mi annoia mai!
Ma non riesco a trovare una sua raffigurazione in cui abbia un sorriso credibile o uno sguardo felice. E a pensarci bene è cosi anche per i santi.
E allora?