Ancora sulla vera preghiera

Ancora sulla vera preghiera

26 febbraio 2026 | giovedì 1 di Quaresima | Est 4,17n Mt 7,7-12

«Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve, e chi cerca trova, e a chi bussa sarà aperto» (cfr. Mt 7,7-12).

A volte abbiamo la sensazione di chiedere senza ottenere, di cercare senza trovare e di bussare senza che nessuno venga ad aprirci.

Ma quali sono le nostre aspettative nei confronti di Dio? Che mi scansi le difficoltà? E quali pretese? Siccome faccio il buono, allora mi deve accontentare? E davvero chiedo il mio o l’altrui bene, quando prego?

Ad esempio, cosa è quel “pane necessario” che non può mancare ogni giorno? La salute o la tranquillità o risolvere un problema o trovare lavoro? Oppure che sia fatta la volontà di Dio? Che io comprenda la sua volontà e riconosca la sua presenza nelle circostanze liete e tragiche della mia storia?

Dice Gesù che non è necessario chiedere, perché il Padre sa già di cosa abbiamo bisogno, prima ancora e meglio ancora di noi. E che in qualsiasi situazione, anche se sono cattivo, Dio può soltanto amarmi e donarmi la vita. Nel cuore di Dio non c’è posto per le punizioni o per gli scambi di favori. «Tu fai il buono con me e io faccio il buono con te».

Chi di voi, al figlio che gli chiede un pane, darà una pietra? E se gli chiede un pesce, gli darà una serpe?

Allora il nostro cuore e la nostra preghiera siano come il cuore e la preghiera della regina Ester, che si spoglia di tutti i suoi onori e meriti davanti al Signore, e nel pericolo chiede di non essere lasciata sola.

Signore, mio Dio, aiuta me che sono sola e non ho nessuno all'infuori di te.(cfr. Est 4,17 k-n).

«Non lasciarmi orfana, non privarmi della tua presenza, mostrati a me come Padre buono, che dona la vita ai suoi figli e li libera da ogni male». Non lasciarmi mai, Signore, senza la conoscenza della tua volontà che è la Misericordia, verso di me e verso tutti».

Questa è la Legge e i Profeti, cioè la vita cristiana: prima di ogni altra cosa, riconoscersi amati e nell’esperienza di questo amore, aprire il proprio cuore all’amore di tutti gli altri.

Questa preghiera non rimane mai inascoltata.

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