24 febbraio 2026 | martedì 1 di Quaresima | Is 55,10-11 Mt 6,7-15
«Pregando, non sprecate parole come i pagani: essi credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate (cfr. Mt 6,7-15).
Dopo averci insegnato cosa sia il digiuno e la carità fraterna, secondo il Vangelo, Gesù oggi ci insegna cosa sia la preghiera cristiana.
La preghiera non si misura sulle parole che si dicono e non c’è bisogno di chiedere cose, dice Gesù. Praticamente esclude tutto quello che ci siamo messi in testa noi sulla preghiera e anche la maggior parte delle pratiche a cui assistiamo nelle nostre chiese: «Pregando, non sprecate parole come i pagani».
Dice Gesù: «Voi, dunque, pregate così…». Come davanti a un Padre buono, al quale chiedere innanzitutto quale sia la sua volontà di bene su di noi. Questo significa, semplificando molto: «sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà». La preghiera cristiana è anzitutto e prevalentemente ascolto del Padre, accoglienza della sua Parola. E poi tutto il resto, solo dopo le nostre parole.
Allora dobbiamo domandarci: quanto ascolto c’è nel nostro modo di pregare? Quanto spazio di silenzio?
Penso al rosario e in quaresima anche alla via Crucis. Il rosario è innanzitutto preghiera contemplativa davanti ai misteri di Cristo, attraverso la fede di Maria. Forse varrebbe la pena “dire” meno e “ascoltare” di più, anche nel rosario. Si potrebbe dire lo stesso della via Crucis. Ma anche nell’eucaristia: molti non stanno mai zitti e ripetono compulsivamente le parole del prete o dicono altre cose, per conto loro, quando sarebbe previsto il silenzio.
La preghiera, insomma, è un dialogo d’amore e non un monologo sordo.
Solo dopo aver ascoltato il Signore le nostre parole: «Dacci oggi quello di cui abbiamo bisogno, perdona i nostri peccati, dacci la grazia di perdonare gli altri e liberaci dal male». Non un elenco casuale di richieste.
Se voi infatti perdonerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro che è nei cieli perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe.
La preghiera cristiana allora è ascolto della Parola di Dio e richiesta di perdono, perché anche noi possiamo imparare ad amare tutti i nostri fratelli e le sorelle, figli e figlie dello stesso Padre.