22 febbraio 2026 | prima domenica di Quaresima | Gen 2,7-9 3,1-7 Rm 5,12-19 Mt 4,1-11
Un giorno, un malato di mente mi rivolse questa domanda: «Ma se tutte le persone che incontro dicono di essere buone, come mai nel mondo c’è tanto male?». Poi mi guardò con un occhio vivo e l’altro perso da qualche altra parte e aggiunse: «Secondo me le persone non dicono la verità».
La menzogna è l’origine di tutto il male che sta nel mondo, dice la Bibbia, attraverso il racconto di Adamo ed Eva.
Il Signore dona la vita all’uomo e alla donna (cfr. Gen 2,7-9; 3,1-7). E insieme alla vita, il Signore dona all’uomo e alla donna anche la felicità di riconoscersi creatura amata e quindi preziosa.
Il serpente insinua nel cuore dell’uomo e della donna una menzogna: «Non è vero che Dio ti dona la vita perché tu sia felice. Tu non sarai mai felice, se obbedirai a Dio. Tu non devi essere come vuole Dio, ma come vuoi tu».
La storia ci insegna che quando smetti di obbedire a Dio, non diventi libero, ma cominci ad obbedire a qualcun altro. L’uomo e la donna non obbediscono più a Dio, ma cominciano a obbedire al serpente. E infatti non scoprono la felicità, ma si accorgono della loro nudità. Si accorgono di essere inadeguati e insufficienti davanti al mondo. Si accorgono che la vita che avevano ricevuto in dono del Signore, ora la stanno perdendo, per nutrire il serpente.
E si insinua nel cuore dell’uomo e della donna, la seconda menzogna: «Io non valgo abbastanza e allora devo farmi valere a tutti i costi. E, di conseguenza, neanche l’altro vale abbastanza, quindi posso usarlo come mi pare, pur di sopravvivere».
Ecco la menzogna che è causa di tutto il male che sta nel mondo e che è causa di tutto il male che noi facciamo nel mondo: la causa della nostra cattiveria; non malvagità, ma cattiveria, cioè prigionia. Il male e la morte sono entrati nel mondo a causa di una menzogna, che non ci ha resi malvagi, ma cattivi, cioè prigionieri. Perché obbediamo a un altro, che invece di donarci la vita, come vuole Dio, ce la toglie, spogliandoci di tutta la nostra bellezza, dignità, libertà.
Questo lo chiamiamo: peccato originale. La menzogna causa di tutto il male del mondo: «Dio è mio nemico e io non valgo abbastanza». Il peccato non è questione di zozzerie, ma di fiducia. Non mi fido di Dio e non mi fido di me stesso.
Allora il giardino diventa un deserto. E invece di godere la vita, vado accontentandomi della sopravvivenza.
E allora mi percepisco come uno stomaco vuoto da sfamare a tutti i costi di cose, di sostanze, di emozioni, di rassicurazioni, di illusioni.
«Sta scritto: "Non di solo pane vivrà l'uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio"» (cfr. Mt 4,1-11).
E allora mi sento come un corpo nudo, che ha bisogno di non cadere nel vuoto, cioè di essere sempre all’altezza delle situazioni, degli impegni, dei doveri, delle aspettative degli altri, ma anche delle mie aspettative. E sono disposto a usare qualsiasi trucco pur di non deludere nessuno. E finisco col mentire a me stesso, pur di rimanere in qualche modo a galla.
«Sta scritto anche: "Non metterai alla prova il Signore Dio tuo"».
E allora mi riconosco tanto indifeso e vulnerabile, cercando di proteggermi attaccando per primo, inchinandomi davanti a chi è più forte e colpendo senza pietà chi è più debole. Convincendomi che il mondo è dei furbi, dei prepotenti, dei violenti, cioè degli assassini, ai quali non importa se gli altri vivano come le bestie o muoiano, purché non tocchi a loro.
«Vattene, satana! Sta scritto infatti: "Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto"»
Oggi nel deserto arriva uno, che è vero uomo e vero Dio, cioè viene a ristabilire la giustizia e a compiere la salvezza.
È una menzogna che ti devi accontentare della sopravvivenza. Tu sei stato creato per avere la vita eterna. È una menzogna che gli altri sono ostacolo alla tua realizzazione. Tu sei felice quando ami, cioè quando doni la tua vita agli altri. È una menzogna che devi scendere a compromessi per garantirti l’esistenza. Tu non sei stato creato per la mediocrità, ma per la verità e per la bellezza.
Oggi nella mia vita arriva Gesù, a rivelarmi la verità: «Tu non sei uno stomaco da riempire. Tu non sei un corpo nudo. Tu non sei uno schiavo. Perché Dio non è tuo nemico, ma ti ha amato fino a darti la vita del suo unico Figlio. E perché tu sei prezioso davanti a suoi occhi e la tua vita è importante».
E allora in questi quaranta giorni (quaresima) voglio obbedire alla sua Parola, per liberarmi dagli inganni e da tutte le illusioni di questo mondo.
Non voglio viverli come una privazione e una rinuncia, ma come un fare spazio a quello che vale sopra ogni altra cosa: l’Amore di Dio nella mia vita.