Uomini e donne felici

Uomini e donne felici

Eravamo abituati a sentir dire che il buon cristiano è innanzitutto uno che si impegna, uno che si sforza, uno che è coerente, uno che offre la vita a Dio, che fa sacrifici per il Signore, uno che rinuncia alle cose belle della vita, in vista di un premio finale. E invece Gesù spiazza tutti, novità assoluta: il cristiano è essenzialmente e prima di tutto una persona felice!

All’inizio del discorso inaugurale del vangelo di Matteo, come la porta d’ingresso della vita cristiana, non ci sono condizioni o compiti o rinunce o doveri, ma un dono: la beatitudine, cioè la felicità.

I cristiani sono persone beate, cioè felici. Molti direbbero: persone risolte, centrate. I cristiani sono persone gioiose, riconciliate con la propria storia e con tutti. Persone che sanno stare dentro la vita, che sanno rispondere alle domande della vita, che sanno camminare secondo il ritmo dell’esistenza. Che gioiscono per i frutti della loro vita. Contrariamente a quanto predicato da certe mezze anime, tutte sacrificio e rinuncia: i cristiani sono persone chiamate alla felicità.

Non so con quali cristiani avete avuto a che fare. Quali catechisti avete avuto o quali preti avete incontrato. Che impressione vi hanno lasciato?

La prima caratteristica che Gesù predica dei suoi discepoli è la felicità, definendoli come persone che sanno stare al mondo, che sanno entrare nelle situazioni positivamente, che sanno vivere le relazioni, che sanno assumere gli atteggiamenti giusti, che trovano le parole giuste, che prendono le decisioni migliori. Persone felici, perché hanno incontrato qualcuno o qualcosa che li rende felici, sempre.

Gesù ci tiene a ricordarcelo immediatamente e con insistenza: i suoi discepoli, cioè i cristiani, sono persone che hanno incontrato la felicità e la sperimentano ogni giorno e in qualsiasi situazione della vita.  E per i distratti, lo ripete otto volte. Più una.

Beati i poveri in spirito… Beati quelli che sono nel pianto… Beati i miti… Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia… Beati i misericordiosi… Beati i puri di cuore… Beati gli operatori di pace… Beati i perseguitati per la giustizia…

E poi aggiunge: beati anche voi!

Ma attenzione! Beati, felici… non perché siamo poveri o nel pianto o nelle varie situazioni elencate, tipiche della condizione umana. Non è cristiano accontentarsi, rassegnarsi, rinunciare, soffrire.

Io sono felice perché mio è il regno dei cieli, cioè, perché il Signore agisce nella loro vita; perché il Signore mi consola; perché mi darà in eredità la terra, cioè mi ama come un figlio; perché mi rende capaci di giustizia, mi perdona, si è fatto riconoscere come un Padre buono, anche nella povertà, anche nelle sofferenze, anche nell’umiliazione, anche nella persecuzione, anche nella ribellione e nel peccato.

Io sono felice, perché dentro le vicende della mia storia e nelle contraddizioni e negli allontanamenti e nei tradimenti e nella fatica e nel dolore, e nelle incomprensioni, ho potuto scoprire che Dio esiste e che non mi abbandona a me stesso, alle mie illusioni e ai miei deliri. Ho potuto riconoscerlo come un Padre che mi accoglie ed è contento di me, così come sono. Sempre.

E poi tutti i motivi per cui siamo beati, non sono altro che la presenza del Signore Gesù Cristo nella propria vita, la relazione viva e vivificante con lui, la vita cristiana che ci è stata donata nel battesimo.

Allora potremo dire che i cristiani sono uomini e donne, che hanno incontrato il Signore Gesù e hanno fatto esperienza dell’amore del Padre. E per questo sono felici, nonostante la povertà, nonostante il dolore, nonostante la debolezza, nonostante la mancanza, nonostante il male ricevuto. Sono felici, anche se non fingono, anche se non aggrediscono, anche se non dominano, anche se sono sconfitti.

Tra di noi non ci sono molti sapienti, dice san Paolo. Né molti potenti, né molti nobili. Davanti agli altri possiamo sembrare stolti, ma Dio ci ha scelto. Possiamo sembrare deboli, ma Dio ci ha scelto. Possiamo sembrare inutili e senza valore, ma Dio ci ha scelto. Davanti a Dio non possiamo vantare alcun merito, ma Dio ci ha scelto.

I cristiani non sono felici perché hanno una vita facile, ma una vita vera e bella, liberata dal male. La vita cristiana è la pienezza della felicità.

Il Signore ci ha scelti, non in base alle nostre capacità, alla nostra buona volontà, alla nostra forza, ai nostri risultati e alle nostre buone azioni, ma per il suo Amore. E in questo sta la mia felicità: posso essere tanto debole, ma sono anche tanto amato.

Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa.

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