Il Signore replicò a Samuele: «Non guardare al suo aspetto né alla sua alta statura. Io l’ho scartato, perché non conta quel che vede l’uomo: infatti l’uomo vede l’apparenza, ma il Signore vede il cuore» (cfr.1Sam 16,1-13a).
Si mettono contro Gesù quelli che si scandalizzano perché lui perdona i peccati. Si mettono contro Gesù quelli che lo rimproverano perché lui non fa digiunare i suoi discepoli. Adesso lo rimproverano di non rispettare la grande regola del Sabato.
I farisei gli dicevano: «Guarda! Perché fanno in giorno di sabato quello che non è lecito?» (cfr. Mc 2,23.28).
Agli occhi di quelli giusti e devoti, il Vangelo, che è Gesù, sbaglia a dire che bisogna perdonare, nel Vangelo non ci sono scritte la maggior parte delle loro pratiche religiose. Ma soprattutto, il peccato più grande, che i non ebrei non riescono a cogliere in tutta la sua gravità: pare che il Vangelo, che è Gesù non rispetti la Legge di Dio.
Il Vangelo sembra contro le tradizioni, contro le devozioni e addirittura blasfemo, in certe sue parti. E infatti, noi, che ci riteniamo bravi credenti, quando lo ascoltiamo, spesso storciamo il naso e ci ribelliamo alla sua Parola. I devoti criticano il Vangelo. Molto più degli atei, fateci caso.
«L’uomo vede l’apparenza, ma il Signore vede il cuore».
«Il sabato è stato fatto per l'uomo e non l'uomo per il sabato!».
Ci dice la Parola oggi: il male più grande non è quando non rispetti qualche regola, ma quando condanni chi non le rispetta, senza preoccuparti del suo cuore, cioè della verità della sua vita. Il male più grande ancora è quando tu rispetti tutte le regole, ma senza metterci il cuore, cioè la verità della tua vita: ipocritamente, meccanicamente, per dovere, per apparenza.
Che il Signore ci doni la grazia di accogliere la Parola del Vangelo nella verità della nostra vita, affinché impariamo a guardare noi stessi, gli altri e il mondo intero, non secondo l’apparenza, ma con lo sguardo d’amore di Dio, nostro Padre.