A modo mio

A modo mio

Poiché hai rigettato la parola del Signore, egli ti ha rigettato come re» (cfr. 1Sam 15,16-23).

Cosa ha fatto Saul per essere rigettato dal Signore? Non ha obbedito alla sua Parola. O meglio, Dio gli aveva dato un comando preciso nella guerra contro gli Amaleciti, ma Saul obbedisce “a modo suo”, non va fino in fondo, si lascia un certo margine di autonomia. E il rimprovero è amaro.

«Il Signore gradisce forse gli olocausti e i sacrifici quanto l’obbedienza alla voce del Signore? Ecco, obbedire è meglio del sacrificio, essere docili è meglio del grasso degli arieti». 

Dio dice: «Il vostro parlare sia: “sì, sì”, “no, no”, perché il di più viene dal maligno». E aggiustiamo: «ho mentito, ma a fin di bene». Dio dice di non opporsi al malvagio. E aggiustiamo: «ma fino a un certo punto». Dio dice di amare i nemici. E aggiustiamo: «non porto rancore». Dio dice: «Perdona chi ti fa del male». E aggiustiamo: «Fino a un certo punto».

Vennero da Gesù e gli dissero: «Perché i discepoli di Giovanni e i discepoli dei farisei digiunano, mentre i tuoi discepoli non digiunano?» (cfr. Mc 2,18-22).

Perché accade sovente che aggiustiamo i comandi di Dio e ci inventiamo altre pratiche non richieste, per sentirci più buoni e più devoti, ma a modo nostro. E quando il Vangelo ci contesta, riportandoci all’essenziale e alla verità, dobbiamo giustificarci in qualche modo, come Saul davanti al profeta: «ma io ho fatto sempre così…».

Nel giudizio finale, mi presenterò davanti all’Altissimo con l’elenco di tutto quello che ho fatto per lui. E lui probabilmente risponderà: «Ma chi te l’ha chiesto?». «Ma io ho fatto tanti digiuni!». «E chi te li ha chiesti?».

Nessuno cuce un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio; altrimenti… lo strappo diventa peggiore. E nessuno versa vino nuovo in otri vecchi, altrimenti il vino spaccherà gli otri… Ma vino nuovo in otri nuovi!».

Il Vangelo ci contesta sempre e ci chiama a essere nuovi, ogni giorno. Altrimenti facciamo danni a noi stessi e agli altri. Invece, nell’obbedienza, senza aggiustamenti, sta la mia felicità.

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