L'equivoco

L'equivoco

Gesù ha un grande successo. Molta folla dalla Galilea, ma anche dalla Giudea, e ancora più a sud, dall’Idumea, e addirittura da oltre il Giordano e dalle parti di Tiro e Sidone. Una grande folla, anche di pagani (cfr. Mc 3,7-12).

Gesù si sente schiacciato dal successo e da tutta questa folla e non vuole che gli spiriti impuri rivelino la sua vera identità: lui è il Figlio di Dio.

Impedisce di parlare all’uomo posseduto da uno spirito impuro, nella sinagoga di Cafarnao. Mentre tutti lo cercano, se ne va a nascondersi e a pregare. Al lebbroso purificato comanda severamente di non dire nulla a nessuno. E quando gli portano in casa un paralitico, non vuole guarirlo davanti a tutti: gli perdona i peccati. Solo di fronte all’avversione di alcuni scribi, quasi per dispetto, compie il miracolo.

Ora, perché sappiate che il Figlio dell'uomo ha il potere di perdonare i peccati sulla terra, dico a te - disse al paralitico -: alzati, prendi la tua barella e va' a casa tua" (Mc 2,10-11).

Gli studiosi del vangelo secondo Marco chiamano questo atteggiamento di Gesù: “segreto messianico”. Il segreto sulla sua identità: perché?

Il Signore lo sa che noi interpretiamo tutto secondo la logica del mondo, come il re Saul: la logica del più forte (cfr. 1Sam 18,6-9; 19,1-7). E, allora, il Signore sa che davanti a un miracolo noi pensiamo subito: «Quanto è forte Dio!». Rimarrebbe la logica del più forte, anche se applicata a Dio.

Invece, Gesù ha la missione di svelarci il volto vero del Padre, che è la logica nuova del regno dei cieli. E la chiave di interpretazione è la Croce, dove Dio non ci mostrerà che è il più forte, ma che ci ama più della sua stessa vita.

Anche noi possiamo cadere nell’equivoco e pensare che essere cristiani significhi che siamo i più forti e i più bravi. E invece siamo i più deboli e i più peccatori, ma tanto amati dal Padre.

Solo dopo l’esperienza della Croce, allora i discepoli potranno raccontare i miracoli e rivelare la vera identità di Gesù, perché non ci saranno più equivoci. Dio non vuole dirmi che è il più forte, ma che mi ama tantissimo.

Il Signore, che continua a compiere segni prodigiosi nella nostra vita, ci faccia la grazia di non vantarci dei nostri meriti, ma di riconoscere il suo amore.

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