La luce vera

La luce vera

15 marzo 2026 | domenica 4 di Quaresima | 1Sam 16,1b.4.6-7.10-13 Ef 5,8-14 Gv 9,1-41

In queste domeniche di quaresima, la Parola ci sta introducendo alla liturgia battesimale della notte di Pasqua. È l’occasione per ricordare anche il fatto del nostro battesimo. 

Domenica scorsa Gesù stava al pozzo con la donna samaritana. L’acqua è essenziale per la vita. Capita di avere sete e di accontentarsi della prima pozza d’acqua che capita: quella cosa, quella situazione, quella relazione. Per non morire di sete, mi accontento. Faccio scelte e prendo decisioni, per soffrire meno possibile, per faticare meno possibile. Ma la felicità è un’altra cosa.

Gesù le risponde: "Chiunque beve di quest'acqua avrà di nuovo sete; ma chi berrà dell'acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l'acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d'acqua che zampilla per la vita eterna" (Gv 4,13-14).

Fai un sacco di cose. Ma cosa ti dà veramente la felicità?

E oggi si parla della luce, altro simbolo che ritorna nel battesimo.

Gesù incontra un cieco dalla nascita, durante una delle feste più importanti: la Festa dei Tabernacoli. Nella notte si accendevano tantissime luci nel Tempio e in Città, illuminando quasi tutto, come fosse giorno.

Ma “quasi” tutto: “come se” fosse giorno. Perché, quando dobbiamo riempire la pancia ci sembra buona qualsiasi cosa, ma non tutto poi ci fa bene. E passiamo la notte a sudare e lamentarci per il dolore.

Allo stesso modo, dice il Signore al profeta Samuele: «Tu hai l’impressione di vederci bene, ma la tua vista è ingannevole. L’occhio trasmette stimoli al cervello, che li rielabora, secondo le tue esperienze. Ma non è detto che quella sia la verità.

Quando fu entrato, egli vide Eliàb e disse: «Certo, davanti al Signore sta il suo consacrato!». Il Signore replicò a Samuèle: «Non guardare al suo aspetto né alla sua alta statura. Io l’ho scartato, perché non conta quel che vede l’uomo: infatti l’uomo vede l’apparenza, ma il Signore vede il cuore» (cfr. 1Sam 16,1-13a).

Abbiamo tanti giochini con le illusioni ottiche, che ci fanno vedere una cosa per un’altra, un colore per un altro, una forma per un’altra. E abbiamo tante illusioni nella vita, che ci fanno vedere una cosa per un’altra, una persona per un’altra, un’occasione per una fregatura. E tanto altro.

E allora può capitare che in mezzo a una folla di gente, che ha acceso migliaia e migliaia di luci, c’è un uomo che non vede niente dalla nascita. E quest’uomo incontra Gesù e lo riconosce come l’unica luce vera, in mezzo a tante luci finte.

E allora può capitare che una folla di vedenti non vede e non capisce, mentre un cieco dalla nascita vede e capisce chi è il Figlio dell’uomo (Gv cfr. 9,1-41). E a un certo punto dice:

«Credo, Signore!». E si prostrò dinanzi a lui. Gesù allora disse: «È per un giudizio che io sono venuto in questo mondo, perché coloro che non vedono, vedano e quelli che vedono, diventino ciechi».

E infatti, ancora oggi, tanti atei incontrano il Vangelo e credono e chiedono il dono del battesimo, mentre quelli che si ritengono bravi cristiani per tradizione si scandalizzano del Vangelo e non sanno neanche a cosa serva il battesimo nella loro vita quotidiana.

Quando Gesù incontra uno che pensa di vedere meglio di tutti, non può compiere nessun segno. Ma quando Gesù incontra qualcuno che riconosce di essere cieco, allora può donargli la vista, la luce vera, l’acqua che zampilla per la vita eterna, la felicità che non delude.

E adesso noi siamo davanti al Signore e si può compiere ancora una volta il segno della fede.

Gesù… gli disse: «Tu, credi nel Figlio dell'uomo?». Egli rispose: «E chi è, Signore, perché io creda in lui?». Gli disse Gesù: «Lo hai visto: è colui che parla con te». Ed egli disse: «Credo, Signore!».

Credo, Signore, che tu sei l’acqua che zampilla per la vita eterna. Credo, Signore, che tu sei la luce del mondo. Credo che non sono stato creato per accontentarmi di quello che capita. Credo che non sono stato messo al mondo per nascondermi dietro le illusioni. Credo che la tua Parola mi dà la vita. Credo che solo con te la mia vita è felice. Credo che solo in te trovo la pienezza della pace.

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