«Perché ci ha sconfitti oggi il Signore di fronte ai Filistei? Andiamo a prenderci l'arca dell'alleanza del Signore a Silo, perché venga in mezzo a noi e ci liberi dalle mani dei nostri nemici» (cfr. Sam 4,1b-11).
Il popolo del Signore cerca la vita a modo suo e trova la morte.
La strage fu molto grande: dalla parte d'Israele caddero trentamila fanti. In più l'arca di Dio fu presa e i due figli di Eli, Ofni e Fineès, morirono.
Anche il lebbroso cerca la vita, ma la chiede a Gesù, lascia fare a lui, senza porre condizioni, senza la presunzione di meritare niente davanti a Dio:
«Se vuoi, puoi purificarmi!». Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!» (cfr. Mc 1,40-45).
Anche noi possiamo cadere nella tentazione di “usare” Dio a modo nostro e addirittura di porre condizioni davanti alla sua volontà. Anche noi possiamo cadere nella tentazione di “usare” Dio per preservarci, per sopravvivere, per imporre agli altri le nostre idee e i nostri modi.
E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno
Per questo Gesù, ci corregge, ricorrendo a questo curioso stratagemma del “segreto” da mantenere. Per questo ordina di tacere allo spirito impuro nella sinagoga di Cafarnao e non permette ai demòni di parlare. Per questo, mentre tutti lo cercano, fugge dal consenso popolare e si ritira in luoghi deserti.
Gesù ci ricorda che possiamo conoscere Dio e comprendere il segreto della sua volontà, se siamo disponibili ad abbandonare le logiche della vittoria, del potere e del possesso, per accogliere la logica nuova della misericordia, della compassione verso tutti.
E questo lo si comprenderà soltanto nell’ora della Croce, come ogni volta che celebriamo l’eucaristia: Gesù, che ha compassione di ogni mia ferita e mi guarisce dal mio egoismo.