La Preghiera al contrario

La Preghiera al contrario

Cosa chiediamo?

Dopo l’insegnamento su come bisogna seguirlo e su come bisogna amare tutti come lui ci ama, Gesù prega. Ormai sappiamo che Gesù pregava tutti i giorni, come gli ebrei devoti: prega prima di fare le cose e dopo averle fatte. La sua preghiera è l’inizio e il compimento di tutto quello che fa. Ma soprattutto è una preghiera tanto diversa e tanto nuova, che provoca i discepoli:

«Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli».

Cosa chiedono veramente i discepoli?

«Caro Gesù, siccome non abbiamo tempo da perdere e neanche vorremmo dispiacere a Dio, che poi non si sa mai: dicci quello che dobbiamo dire, noi lo diciamo e stiamo apposto».

Quel tale che, nella notte, va dall’amico a chiedere tre pani, che cosa sta chiedendo veramente? Soltanto tre pani per sfamare l’ospite improvviso oppure chiede che l’amico sia per lui come un vero amico, anche nel buio della notte, anche nel momento della mancanza?

Cosa chiede questo tale? «Ho bisogno di te! Stai con me, non lasciarmi solo nell’ora buia del mio bisogno!»

Cosa chiedono gli apostoli? E noi cosa chiediamo? «Insegnaci ad avere con Dio la stessa relazione d’amore che hai tu con il Padre! Facci entrare dentro questo dialogo d’Amore!

«Signore, tu chiami Dio Padre, conosci il suo cuore, conosci la sua volontà, sai che non ti farà mancare nulla, sai che il suo cuore è strapieno di misericordia – e infatti, tu ci ami tutti, anche quando ti mettiamo in croce -,  sai che non ti abbandonerà nella notte della tua Passione, che non ti abbandonerà sulla croce, che non ti abbandonerà nel sepolcro».

«Signore, facci essere come te! Insegnaci a pensare come te! Insegnaci a guardare e sentire come te! Insegnaci ad agire come te! Insegnaci a parlare come te! Insegnaci a pregare come te!».

«Signore, donaci il tuo Spirito!». Ecco cosa chiedere, quando preghiamo.

Quando pregate, dite…

Ed egli disse loro: «Quando pregate dite»...

«Padre», in aramaico «Abba», come dicevano confidenzialmente i bambini a casa. Cioè, quando pregate, togliete tutte le barriere che vi impediscono di stare vicini a Dio e togliete tutte le barriere che, secondo voi, tengono lontano Dio. Gesù, nella preghiera cristiana, abbatte il concetto del “sacro”, cioè della separazione da Dio, e introduce il concetto di “santo”, cioè di comunione profonda con Dio. Come quel meraviglioso dialogo tra Abramo e il Signore (Gn 18,20-32).

Per questo, tanti anni fa abbiamo tolto le balaustre che separavano il presbiterio, abbiamo ridotto gli scalini, possiamo prendere la comunione anche con le mani, diamo del tu a Dio. Prima gli si dava del “voi”, qualcuno se lo ricorda ancora.

Allora, quando pregate togliete ogni barriera reverenziale e dite: «Babbo! Fatti riconoscere nella mia storia! Fammi riconoscere la tua presenza nella mia vita! Fammi riconoscere come mi guardi, come mi parli, come mi ami! Fammi vivere come te! Fai in modo che venga la tua Vita nella mia vita!».

Poi ci sono tre richieste: «Dacci ogni giorno, quello di cui abbiamo bisogno, secondo la tua volontà, la tua amicizia, il tuo cuore! Perdona i nostri peccati!  E insegnaci a perdonare, perché anche noi siamo stati perdonati! Facci riconoscere il male che è in noi, il nostro peccato! E facci riconoscere il fratello e la sorella da amare sempre, come tu ci ami sempre. E ci perdoni sempre!».

«Non farci soccombere nelle tentazioni, cioè stai con noi, quando non sappiamo cosa dobbiamo fare o non ci riusciamo, affinché troviamo la forza di vincere il male!».

Il desiderio di essere come il Padre

L’evangelista Matteo, per spiegare meglio aggiunge: «liberaci dal male», come siamo abituati a dire anche noi. La preghiera liturgica noi l’abbiamo presa dal vangelo secondo Matteo. «Liberaci dal male, quando la Chiesa sta in tempi difficili! Liberaci dal male, quando appesantisce il nostro cuore!».

«Liberaci dal male, quando pensiamo che una pietra sia più buona del tuo cibo, che la nostra volontà sia migliore della tua, che le nostre decisioni siano più sagge delle tue».

Quanto sarebbe bello, se ogni volta che preghiamo con queste meravigliose parole, noi ci ricordiamo che stiamo davanti a Dio onnipotente, e gli diciamo con tutto il cuore: «Babbo! So quanto mi ami! Fammi conoscere la tua volontà! Fammi conoscere il tuo cuore! Desidero essere come te. Il mio cuore come il tuo. La mia vita come la tua. Ogni giorno donami la tua Parola, il tuo Spirito, la tua Vita. E non lasciarmi mai!».

A pensarci bene, Gesù ci insegna a pregare al contrario di come siamo abituati. Invece di «Dio, fai come ti dico!», la preghiera è «Dio, dimmi come devo fare!».

Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!».

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