Prima di metterci in ascolto della Parola di Dio, in questa eucaristia domenicale, abbiamo pregato insieme. O meglio, io che presiedo vi ho invitato alla preghiera, poi ho pregato e voi avete confermato la preghiera, rispondendo: «Amen». Questa preghiera iniziale si chiama “colletta”, poiché vuole raccogliere tutte le nostre storie e le nostre domande e presentarle al Signore, prima di metterci in ascolto della sua Parola.
Oggi, in particolare, abbiamo chiesto a Dio Padre di confermare in noi la grazia del battesimo: essere tutti insieme membra vive di Gesù nella vita di tutti giorni e, quindi, veri figli di Dio Padre.
Ha detto l’apostolo Paolo che noi siamo «coloro che sono stati santificati in Cristo Gesù, santi per chiamata, insieme a tutti quelli che in ogni luogo invocano il nome del Signore nostro Gesù Cristo» (cfr. 1Cor 1,1-3).
Che bello presentarsi così. Chi siamo? Siamo quelli che Gesù Cristo ha chiamato a stare con lui. Siamo quelli che nelle diverse circostanze della vita invocano il nome del Signore nostro Gesù Cristo, che è venuto a manifestare il volto vero di Dio, che è la misericordia; che agisce con la potenza di Dio, che è la misericordia; che illumina tutti i popoli, che raggiunge ogni cuore, che ci libera da ogni male (cfr. Is 49,3.5-6).
O Padre… conferma in noi la grazia del Battesimo…
Quanto abbiamo bisogno di essere amati così come siamo, tanto da poter addirittura guarire da ogni nostro male! Quanto è bella questa notizia di salvezza! Tutti dovrebbero saperlo!
E infatti abbiamo anche chiesto che possiamo: «con la forza del tuo Spirito, proclamiamo il lieto annuncio del Vangelo». Dopo aver ricordato il dono ricevuto, abbiamo chiesto di poterlo raccontare a tutti e di farlo vedere a tutti.
Questa è la differenza cristiana: tutti credono in qualcosa, tutti pregano in qualche modo, tutti fanno del bene quando possono. Ma noi cristiani ci distinguiamo, perché abbiamo ricevuto in dono la vita di Dio in Gesù Cristo e vogliamo che tutti possano ricevere questo dono.
Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l'agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! (cfr. Gv 1,29-34)
La traduzione italiana non ci aiuta molto. Leggiamo “ecco l’agnello di Dio”, ma in greco c’è il verbo “vedere” all’imperativo. Sarebbe: «Guarda, l’agnello di Dio che toglie il peccato del mondo!». Anzi, ancora meglio: «Guarda l’agnello di Dio che porta su di sé il peccato del mondo».
Chi siamo? Siamo quelli che dicono: «Guarda! La devi proprio vedere questa cosa! Lo devi proprio conoscere questo qui! Lo devi proprio sperimentare questo incontro! Come fai a vivere senza!». Nella liturgia e nella vita! Con le parole e con le azioni! Con tutta la nostra vita, sempre, a tutti!
Una volta, sono andato a un convegno a Roma. E tanto che c’ero, sono anche andato a mangiare in una trattoria romana: i rigatoni all’amatriciana più buoni di tutta la mia vita. Quando sono tornato a casa, in una riunione di preti, sono stato invitato a raccontare del convegno. E ho accennato pure all’amatriciana.
Il convegno te lo posso raccontare e lo capisci, ma l’amatriciana come te la racconto? La devi mangiare! Non c’è un altro modo. Per questo Giovanni Battista dice: «Lo devi guardare e basta!». «Lo devi incontrare, lo devi ascoltare, ci devi stare insieme. Non c’è un altro modo».
La fede cristiana è come i rigatoni all’amatriciana: non basta sapere la ricetta, non basta saperli cucinare, non basta che ti racconti quanto sono buoni: li deve mangiare e basta!».
Dopo quella riunione di preti in cui ho raccontato del convegno e del pranzo, quasi tutti mi hanno mandato un messaggio. Secondo voi, mi chiedevano del convegno o dell’amatriciana? E secondo voi, quanto mi brillavano gli occhi: quando raccontavo del convegno o dell’amatriciana?
E a voi quando vi brillano gli occhi, tanto che quelli che vi incontrano dicono: «Ma veramente? Ma lo voglio fare anche io! Ma lo voglio assolutamente provare anche io! Dimmi come devo fare!».
Se c’è qualcuno, in questo momento entra per sbaglio in chiesa: guardandoci, gli viene voglia di conoscere Gesù o di uscire prima possibile? E quando ci incontra nelle nostre attività quotidiane, gli viene voglia di benedire Dio, perché ci ha incontrato, o di maledirlo?
Che il Signore ci conceda lo stesso sguardo e la stessa voce, lo stesso entusiasmo e la stessa convinzione di Giovanni Battista, quando ci troviamo insieme in chiesa e quando siamo nei vari ambienti di vita, quando ascoltiamo la Parola di Dio e quando proviamo a vivere secondo la sua volontà, quando riceviamo l’eucaristia e quando viviamo la carità con tutti. Che il Signore ci faccia brillare gli occhi, quando viviamo il Vangelo. Come i miei occhi, quando raccontavo dell’amatriciana.
Padre buono, per mezzo di Cristo, conferma in noi la grazia del battesimo, perché con la forza del tuo Spirito, proclamiamo il lieto annuncio del Vangelo. Amen.