La vittoria è quando ami

La vittoria è quando ami

1° marzo 2026 | domenica 2 di Quaresima | Gen 12,1-4a 2Tm 1,8b-10 Mt 17,1-9

Dio fa una promessa ad Abramo e a tutta la sua discendenza, attraverso una Parola di benedizione.

Farò di te una grande nazion
e ti benedirò
renderò grande il tuo nom
e possa tu essere una benedizione (cfr. Gen 12,1-4a).

Gesù è la Parola di Dio, lui è la benedizione e la realizzazione dell’antica promessa del Padre, attraverso il mistero della sua passione, morte e risurrezione, di cui oggi facciamo memoria e che ci stiamo a celebrare con solennità nella Pasqua.

Domenica scorsa abbiamo ascoltato che Dio non sceglie le modalità di questo mondo. Dio non pensa che per essere felici è necessario avere i soldi e possedere le cose. Per essere felici non bisogna semplicemente farsi valere ed essere sempre all’altezza delle situazioni, in salute e performanti. Per essere felici non serve il potere sugli altri, il successo e il dominio. Gesù nel deserto fa una scelta diversa: quella vera.

Gesù sceglie la logica di Dio, che si manifesta nella Croce: la felicità è dare la vita per gli altri. La felicità è servire, la felicità è amare. Anche se si è poveri, anche se si è deboli, anche se si è all’altezza.

La gente sa che lui è un grande profeta. I discepoli hanno riconosciuto in lui il Figlio del Dio vivente. Ma quando egli annuncia che il Figlio dell’uomo deve molto soffrire, allora tutti rimangono nello sconcerto. Non sempre comprendiamo la bellezza della Croce. Possiamo equivocare.

La Croce per noi cristiani non è il simbolo della sofferenza e della rassegnazione, ma dell’amore di Dio per noi e della sua vittoria sul peccato e sulla morte.

Egli ha vinto la morte e ha fatto risplendere la vita e l'incorruttibilità per mezzo del Vangelo (cfr. 2Tm 1,8b-10).

Allora oggi Gesù ci porta in disparte, come su un alto monte, insieme a Pietro, Giacomo e Giovanni (cfr. Mt 17,1-9).

E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui.

Oggi vediamo la storia tutta intera, dalla promessa di Abramo alla piena realizzazione della benedizione del Padre.

E Pietro, prende la parola a nome di tutti e dice: «Signore, è bello per noi essere qui! Questa è la nostra vera destinazione, questa è la vera felicità: stare sempre con te! Vedere il tuo amore per noi, sperimentare quanto donare la vita sia davvero la nostra gioia! Qui scopriamo veramente chi siamo: davanti all’eucaristia. Noi siamo peccatori amati che adesso diventano capaci di amare! Che bello per noi essere qui!».

Davanti all’eucaristia, che è il segno più grande dell’amore di Dio per noi, davanti a questo segno della passione, morte e risurrezione di Gesù, scopriamo che lui non è solo un grande profeta e non è solo il Figlio del Dio vivente e non è solo il Figlio dell’uomo che deve molto soffrire. Ce lo rivela il Padre, attraverso lo Spirito Santo:

«Questi è il Figlio mio, l'amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo».

Noi oggi, nell’eucaristia, guardando Gesù sulla croce, incontriamo l’Amore di Dio, che vince il mondo e ci libera dal peccato e dalla morte.

Dice il Padre: «Questo è mio Figlio che amo: lui mi piace tantissimo! È inchiodato sulla croce ed è coperto di sangue. Ha un corpo orribilmente maciullato. È abbandonato, deriso, maltrattato, percosso, nudo, povero, sconfitto. Ma è bellissimo e potentissimo, perché sta amando!».

E scoprendo chi è Gesù Cristo, scopriamo anche chi è Dio: uno che vince perché ama! E scopro anche chi sono io: uno che è felice, quando ama.

Torna al blog

Lascia un commento

Si prega di notare che, prima di essere pubblicati, i commenti devono essere approvati.